Ossa di sale

(Foto personale)

Tu mi abiti d’acqua e risaccano ossa di sale.

Annunci

Un post vecchio che oggi ho riletto

(Foto personale)

Ti dico di me quello che non sai perchè a credermi gli occhi potresti diventare cieco e allora li abbasso, in quei giorni che mi vuoi guardare bene.
Mi salverebbe il rossore sulle guance per fingere che sia solo timidezza ma, se tu le toccassi, allora sentiresti il freddo di una cosa morta.
Ti dico di me quello che non sai perché sotto la tua bocca il mio seno presuntuoso ancora confessa l’imbecille dimenticanza di quanto non serve al nutrimento.
Lo crederesti che mi capita che di odio spingo i secondi nell’aria?
Allora te lo dico io quello che non tu non sai e quello che sta dentro e dietro ogni peccato.
E della pena che io da sola sconto per fare bianche le mani all’Innocenza.

Sud (post vecchio solo nella data)

(Foto personale)

Il sud ha un silenzio appannato, è una voce dentro l’acqua quando piove, il respiro trattenuto nell’afa di agosto.
Il sud è la grancassa nella festa del santo, l’applauso alla madonna al mare e fiori salati che hanno imparato a galleggiare prima di morire.
Il sud coltiva rose che non seccano al sole e ingrassano con il poco che se punge le mani fa invece dolce la bocca.
Il sud sa conservarsi sotto sale assieme alle litanie e all’incenso dei vecchi per sopravvivere al tempo dell’inverno e dei tempi.
Il sud affonda i sassi negli occhi, gli occhi nei sassi e i passi nella rena. E non ha tetti ma grappoli d’uva appesi al sole che fanno bianca pure l’anima.
Il sud con un solo dito ti preme il petto e ci ficca dentro la memoria, perchè è l’unica risposta che conosce all’addio.

(Quando ritorno è di nuovo nascere. Quando ritorno è di nuovo assenza)

La fretta é verde

(Foto personale)
La fretta è verde.Tu non credi?
Mi fa acerbe le parole. Come a te le dita in quel giorno d’Ognissanti, veloci ad aprire bocca e gambe, senza aspettare per non vestire a lutto la prima spremitura.
O solo per non avere dei nostri morti gli occhi addosso.

Seppi dopo

(Foto personale)
Seppi soltanto dopo la mia storia, quando imparai che non bastavano più le mie dita ai conti e avrei voluto allora corti rami di pero selvatico al loro posto e su ognuno bianchi corimbi eretti, per credere che il tempo immacola anche in mezzo alle spine, e frutta come un ventre.

La sfacciata contentezza

(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria, io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce, covata sotto l’odore della sottana della natura e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava. La stessa che in primavera dalla mia bocca, piccola, calava sugli sfacciati sucamèli.