La sfacciata contentezza

(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria, io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce, covata sotto l’odore della sottana della natura e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava. La stessa che in primavera dalla mia bocca, piccola, calava sugli sfacciati sucamèli.

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La sfacciata contentezza marzo 2015

(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria, io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce di seguire soltanto l’odore della sottana della natura, e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava, la stessa che in primavera dalla mia bocca piccola calava sugli sfacciati sucamèli.
(Marzo 2016- Quando ricomincia primavera mi ritrovo sui passi questi fiori che da piccola chiamavo sucamèli perché, staccandoli, li succhiavo. Sotto casa mia c’era un prato grandissimo e il loro giallo lo inondava. Ogni volta che li guardo ripenso a quando ci correvo in mezzo fino all’unico mandorlo che in mezzo svettava e a un bambino che per me vi si arrampicò per rubare dai suoi rami il frutto. Ci sono sfacciate contentezze che vengono da lontano)

La sfacciata contentezza

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(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce di seguire soltanto l’odore della sottana della natura e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava, la stessa che in primavera dalla mia bocca piccola calava sugli sfacciati sucamèli.