Lasciami dire (era il ventuno ottobre di un paio d’anni fa)

Sorgente: Lasciami dire

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Lasciami dire.
Di come è ricamata male la bellezza che mi credi addosso, perchè se tu mi rovesciassi vedresti bene trentanove nodi.
Le gonne dietro ai Salmi si tradiscono negli orli e nascosti sono pure i denti che hanno morso un silenzio per offerta.
Lasciamelo dire quanto poco vale la mia lingua che vuole fare della saliva un’acqua santa.

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Il ritaglio di una processione

Spara di bianco il cielo ed è il segno che fa bagnare i primi petali nell’acqua.
Un salmastro credo di braccia arse, piegate all’Amen, spinge dalla riva la Vergine al mare.
È una tensione antica che fa il corpo ancora fedele alla fatica.
Testamento di vecchi marinai per la grazia in quell’anno ricevuta.
E io non stacco gli occhi dal legno delle barche, dai fiori che ballano prima d’affondare e mi segno appena passa la Corona che benedice remi, reti e tutto il sale sotto ai suoi piedi asciutti.

Tanto mi attacco a quanto vedo che sono vecchia anche io come questa sabbia.

L’anima verde

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(Foto personale)

Trifoglio sotto le rughe del giorno, così la mia testa stava sopra un’anima verde accartocciata.
Te l’ho mai detto questo?
Ora che sotto di te sono l’ossicino del petto di pollo, mentre io tra le mani ho soltanto spezzato la forcella del tempo.
Perciò tu tienile pure queste mie gambe, sono un portafortuna.