Sud (post vecchio solo nella data)

(Foto personale)

Il sud ha un silenzio appannato, è una voce dentro l’acqua quando piove, il respiro trattenuto nell’afa di agosto.
Il sud è la grancassa nella festa del santo, l’applauso alla madonna al mare e fiori salati che hanno imparato a galleggiare prima di morire.
Il sud coltiva rose che non seccano al sole e ingrassano con il poco che se punge le mani fa invece dolce la bocca.
Il sud sa conservarsi sotto sale assieme alle litanie e all’incenso dei vecchi per sopravvivere al tempo dell’inverno e dei tempi.
Il sud affonda i sassi negli occhi, gli occhi nei sassi e i passi nella rena. E non ha tetti ma grappoli d’uva appesi al sole che fanno bianca pure l’anima.
Il sud con un solo dito ti preme il petto e ci ficca dentro la memoria, perchè è l’unica risposta che conosce all’addio.

(Quando ritorno è di nuovo nascere. Quando ritorno è di nuovo assenza)

Genesi (un anno fa)

(Foto personale)

Di te ho il rimasuglio inconsapevole di una memoria sottratta, come lo è del sonno una cipicchia lasciata all’occhio o dell’anima una bava di sale. E dal sangue mio le parole, che ancora trattengo, vorrebbero cavare la genesi prima che appassisca con me anche l’appartenenza.

Natale (un post che vale sempre)

(Foto personale: questi dolci sono quelli che mia madre preparava per Natale. Io e mia sorella li facciamo adesso anche per lei. Nel ripieno c’è l’inverno delle noci e il ricordo dell’estate dei fichi seccati al sole. Quest’anno mentre li preparavo ho avuto un pensiero e ve lo lascio così come è venuto senza cura di elaborarlo, di arricchirlo con immagini o di perfezionarlo, lo scrivo semplicemente ed è il mio augurio)

Nascere è una promessa che si fa al tempo di avere cura dei silenzi quando l’armonia dell’aria attorno già basta, di condurre le mani come strumenti che non trattengono ma offrono, di dare ai piedi la strada senza dimenticare la necessità del riposo, di guardare le cose attraverso gli occhi con la stessa consapevolezza che la bocca ha del fiato e infine di riconoscere ogni singolo giorno come un nodo della memoria che non faccia scordare l’origine.

Dell’intero che di te non so

(Foto personale)

Dell’intero che di te non so me ne farei bastare solo una goccia. 

La farei rimbalzare di qua e poi di là, spingendola a quel movimento circolare che il pensiero riconosce come ricordo. 

Vi saprei perfino affogare, piccola e a mani giunte, per smettere un po’ di respirare e far fiatare sulla mia bocca le tue parole perse. 

Vederle anche spingersi dal mare.

Genesi

(Foto personale)

Di te ho il rimasuglio inconsapevole di una memoria sottratta, come lo è del sonno una cipicchia lasciata all’occhio o dell’anima una bava di sale. 
E dal sangue mio le parole, che ancora trattengo, vorrebbero cavare la genesi prima che appassisca con me anche l’appartenenza.

Nascere

(Foto personale: questi dolci sono quelli che mia madre preparava per Natale. Io e mia sorella li facciamo adesso anche per lei. Nel ripieno c’è l’inverno delle noci e il ricordo dell’estate dei fichi seccati al sole. Quest’anno mentre li preparavo ho avuto un pensiero e ve lo lascio così come è venuto senza cura di elaborarlo, di arricchirlo con immagini o di perfezionarlo, lo scrivo semplicemente ed è il mio augurio)

Nascere è una promessa che si fa al tempo di avere cura dei silenzi quando l’armonia dell’aria attorno già basta, di condurre le mani come strumenti che non trattengono ma offrono, di dare ai piedi la strada senza dimenticare la necessità del riposo, di guardare le cose attraverso gli occhi con la stessa consapevolezza che la bocca ha del fiato e infine di riconoscere ogni singolo giorno come un nodo della memoria che non faccia scordare l’origine.

Penso che

(Foto personale)

Dell’intero, che io di te non so, me ne farei bastare soltanto una goccia. La farei rimbalzare di qua, poi di là, spingendola a quel movimento che nel pensiero si riconosce come ricordo. Saprei perfino affogarci piccola e, mani giunte, smettere un po’ di respirare per far fiatare sulla mia bocca le tue parole perse, vederle muoversi dal mare.