Renosa

(Foto personale)

Prima d’insabbiarmi, coprire di resina le piccole fessure ancora aperte sulla pelle, dove d’ogni dito facevi una prua, ma io non sapevo ancora di fondali né di correnti silenziose.

Annunci

Avevo scritto e ho cancellato…

…ma tanto che fossi impulsiva lo sapevi e me lo perdonerai anche adesso (dicendomi stupida).

Avrei voluto trovare il coraggio di stare con loro due oggi ma è il decimo anno che invento scuse per non farlo.

So che se fossi lì verrei da te e già lo faccio con fatica ogni volta che ritorno e ti guardo ferma e io ferma pure, il mare dietro.

E poi penso, e forse mento, che se io non sto con loro anche la tua assenza diventa invisibile, proprio come me, almeno, e forse di nuovo mento, per un giorno perchè la verità è che noi tre ancora di te ci innamoriamo.

(La canzone è come sempre per te)

Fuori tempo

(Foto personale)

Ah labbra belle che parlate d’amore!
(e bucca che è nu sciauru d’arangara)
Insalivate il tempo per ingrassarvi dell’eterno
(abbampa e trema ma non sapi chi l’amuri è sulu n’armacera). 


-sciauru d’arangara
: profumo dell’Arancio. 

-abbampa
: brucia.

-armacera
: muretto a secco fatto con le pietre ricercando l’incastro tra di loro per assorbire le tensioni. Ci vuole tempo per costruirlo ma si rompe con pochi colpi se dati violentemente.

Nelle saline degli occhi

(Foto personale)
Quando di questa furia che s’arrotola all’amore non rimarrà che spuma sulla battigia ti basterà anche solo tracciare la rotta tra i miei seni per affondarmi e salvarci l’anima.
Pregare poi che si porti appresso quella memoria cavata tra la verità dei fatti e la verità delle intenzioni, benedetta dentro le saline dei miei occhi.

Pomodori e gelsomino 

  1. (Foto personale)

    Riposto una cosa scritta tempo fa ispirata dall’amore dei miei nonni e dedicata a nonna Sina che oggi avrebbe compiuto 100 anni.

    Ogni mattina, da cinquant’anni, Sina si svegliava molto presto per andare nell’orto a parlare con i pomodori e i gerani.
    Aveva capito che sedersi sulle ore era come levarsi le scarpe strette la sera.
     
    Ogni mattina, da cinquant’anni, Totò si alzava assieme a Sina soltanto per non perdersi l’alba di una bocca.  
                                                            
    Entrambi da tempo sapevano che il profumo del gelsomino si ruba prima del sole di mezzogiorno.

Tu proteggi la verità delle stagioni

image

(Foto personale)

Non io ma la lusinga del sole di marzo fu a scoprirti le ginocchia, ed il resto illuso, sotto un orlo accennato di virtù.
Ma la tua faccia tinta io adesso la bacio di più e di più ancora, sopra quel marchio che a te ha svelato come un solo raggio non germoglia in vampa, e a me che tu proteggi la verità delle stagioni.