Ho fatto grandi gli occhi

(Foto personale)

Ho sotto le unghie il nero della terra, quello di chi scava per rubare patate, di chi confonde il sole della semina con quello del raccolto perciò -credimi- io non mi salverò.
Ma posso dirti che, per un momento, nell’amore ho fatto grandi gli occhi ed è bastato per spiare i piedi degli angeli.

Annunci

Tintinno e arrotondo i denti

(Foto personale)

Al bacio che fa già nudi tintinno e arrotondo i denti, come se fossi sotto il soffio della primavera.
Te lo direi ma è ancora giorno.

Quando dici che

(Foto personale)

Dici che ti disegno cerchi sulla schiena quando sto zitta e non sai che, invece, chiudo col dito lo spazio perché è così che so scrivere il silenzio. Ma se io potessi, se lo potessi veramente, ti cascherei addosso come l’aria che, tutta, hai attorno per parlarti da dentro delle cose d’amore e dalla tua bocca ne uscirei piena e trasparente. Per un momento mi crederei simile al respiro di Dio.

La fretta é verde

(Foto personale)
La fretta è verde.Tu non credi?
Mi fa acerbe le parole. Come a te le dita in quel giorno d’Ognissanti, veloci ad aprire bocca e gambe, senza aspettare per non vestire a lutto la prima spremitura.
O solo per non avere dei nostri morti gli occhi addosso.

La sfacciata contentezza

(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria, io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce, covata sotto l’odore della sottana della natura e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava. La stessa che in primavera dalla mia bocca, piccola, calava sugli sfacciati sucamèli.

Vecchio post

(Foto personale)

Non sono abbastanza le dita strette attorno a quel bocciolo, capino alzato a lode di prossima vita né i denti, come ceri messi in fila pronti a cantare messa né il sale commosso delle mie stelle cispose al mattino.
Non sono abbastanza le danze raccolte tra quei capelli che sono senza vezzo e che ti fanno nido come trucioli di legno vergine.
Non sono abbastanza neanche gli occhi, o i nervi tesi delle sere di giugno, la bocca corolla per l’ape, i fianchi manici d’acqua dolce.
Per divenire tra le tue mani dovrei farmi niente, come fu prima il mondo nella mente di Dio.