Ossa di sale

(Foto personale)

Tu mi abiti d’acqua e risaccano ossa di sale.

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La fretta é verde

(Foto personale)
La fretta è verde.Tu non credi?
Mi fa acerbe le parole. Come a te le dita in quel giorno d’Ognissanti, veloci ad aprire bocca e gambe, senza aspettare per non vestire a lutto la prima spremitura.
O solo per non avere dei nostri morti gli occhi addosso.

La sfacciata contentezza

(Foto personale)

Adesso che l’età inizia a essere generosa nella memoria, io mi ricordo di quando con me ti muoveva la stessa voglia dei gattini ciechi di luce, covata sotto l’odore della sottana della natura e la contentezza al tuo nutrirti indovinato m’ingoiava. La stessa che in primavera dalla mia bocca, piccola, calava sugli sfacciati sucamèli.

Vecchio post

(Foto personale)

Non sono abbastanza le dita strette attorno a quel bocciolo, capino alzato a lode di prossima vita né i denti, come ceri messi in fila pronti a cantare messa né il sale commosso delle mie stelle cispose al mattino.
Non sono abbastanza le danze raccolte tra quei capelli che sono senza vezzo e che ti fanno nido come trucioli di legno vergine.
Non sono abbastanza neanche gli occhi, o i nervi tesi delle sere di giugno, la bocca corolla per l’ape, i fianchi manici d’acqua dolce.
Per divenire tra le tue mani dovrei farmi niente, come fu prima il mondo nella mente di Dio.

Natale (un post che vale sempre)

(Foto personale: questi dolci sono quelli che mia madre preparava per Natale. Io e mia sorella li facciamo adesso anche per lei. Nel ripieno c’è l’inverno delle noci e il ricordo dell’estate dei fichi seccati al sole. Quest’anno mentre li preparavo ho avuto un pensiero e ve lo lascio così come è venuto senza cura di elaborarlo, di arricchirlo con immagini o di perfezionarlo, lo scrivo semplicemente ed è il mio augurio)

Nascere è una promessa che si fa al tempo di avere cura dei silenzi quando l’armonia dell’aria attorno già basta, di condurre le mani come strumenti che non trattengono ma offrono, di dare ai piedi la strada senza dimenticare la necessità del riposo, di guardare le cose attraverso gli occhi con la stessa consapevolezza che la bocca ha del fiato e infine di riconoscere ogni singolo giorno come un nodo della memoria che non faccia scordare l’origine.

Avevo scritto e ho cancellato…

…ma tanto che fossi impulsiva lo sapevi e me lo perdonerai anche adesso (dicendomi stupida).

Avrei voluto trovare il coraggio di stare con loro due oggi ma è il decimo anno che invento scuse per non farlo.

So che se fossi lì verrei da te e già lo faccio con fatica ogni volta che ritorno e ti guardo ferma e io ferma pure, il mare dietro.

E poi penso, e forse mento, che se io non sto con loro anche la tua assenza diventa invisibile, proprio come me, almeno, e forse di nuovo mento, per un giorno perchè la verità è che noi tre ancora di te ci innamoriamo.

(La canzone è come sempre per te)