Incollare il vento fa poi sudare

(Foto personale)

Ci siamo perdonati di avere incollato il vento alle nostre mani di carta piegata male e ci sono volute le api per insegnarci come si fa a sporcarsi di nettezza quando il dono è inconsapevole e poi pure i vermi ciechi per capire come farci fertili.
Ci siamo perdonati d’essere stati uomini che hanno bucato gli orli con un dito per dire persa la felicità e di essere stati soltanto un mucchio di pensieri fragili se la prima aria di marzo ha potuto facilmente soffiarci in agosto imputridendo il grano.
Ci siamo infine perdonati anche il perdono, quello ancora troppo asciutto da non saper chiamare sudore.

Giogo (lo riposto dopo un anno perché in fondo è qui che ritorno sempre per cercare non le risposte ma le domande giuste)

(Foto personale)

Certi pensieri hanno fiori capaci di sfondare un tetto. Ma io cammino ancora portando una chiave appesa al collo, e me ne faccio giogo.

Sorgente: Giogo

Racconterò delle tue mani (aprile 2015)

…mi sorprendo, leggendo cose di un anno fa, di come il tempo crei un legame tra i pensieri vecchi e quelli nuovi e mi offra la possibilità di elaborarli per farne nuova memoria. Accade in questa primavera, che è anche la mia, e che vorrei fosse occasione di “rinascita” per altre due donne da cui ho avuto il dono dei capelli e della parola.(Foto personale) Racconterò un giorno delle tue mani. Di quando sollevarono il mio piede per baciar la terra.          O di quando invece mi lasciarono …

Sorgente: Racconterò delle tue mani

Solo perché vengo dal mare

Un anno fa scrivevo questo

Solo perché vengo dal mare credi che io non sappia di deserti.     
Di come si debba infilare più sotto una mano per trovare l’acqua.  
Di quanto verde sia nel giallo e quanto fiele nella bile nera.  

Solo perché vengo dal mare credi che io sappia di scogli.
Di come si faccia ad aprire le braccia per afferrare correnti.
Di quanto blu sia nel rosso e quanto ossigeno nel sangue.

Solo perché vengo dal mare credi che io d’acqua non possa morire.

Sorgente: Solo perché vengo dal mare