Disossata  (vecchio post)

Potrei raccontarlo in una storia cosa sono in questo tempo che ci è caduto addosso così da non sembrare mio o tuo o nostro. Metterlo tra le parole come fosse un odore dentro il pesce al forno, che se non lo vedi neanche il gusto lo distingue.
Potrei farlo, così non farebbe troppo male perchè la vita quando è letta ti pare solo una finzione, resta il dubbio sì, però chi se ne frega se sopra il rigo non ci sta scritto un nome.
Ma ho una mano mediocre e terrei più fermo un coltello per imparare a dissossare un pollo e, senza raccontarlo, tu capiresti che sono quella carne cruda e molle.

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11 pensieri riguardo “Disossata  (vecchio post)

    1. Scrivere di sè stessi -per me- a volte è stato come scavare nella carne per cercarne l’osso. Nel farlo ho scoperto che l’intenzione non sempre è stata all’altezza del risultato. Poi in confidenza ti dico che io ho delle mani brutte ma che (oggi) non cambierei perché parte di un tutto che amo e amare la “bruttezza” è amare per amare e non amare la ragione dell’amare.
      Non so se avrebbero dovuto dircelo però farcelo annusare è più che tapparci il naso perciò forse è un modo per imparare a dirselo poi anche da soli.
      Che ti abbraccio te lo dico.

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      1. Per me è lo stesso. Non c’è alcun divertimento nello scrivere. “Disossare” rende perfettamente l’idea. Quanto ai risultati (dello scrivere) chi se ne frega.
        Avrebbero dovuto dircelo, avremmo frainteso meno.

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