Di certi giorni che ricordo

(Foto personale)

Riposto una cosa che ho scritto un anno fa per chi l’ha letta, per chi non l’ha fatto ma inciampa qui e soprattutto per me che ancora non controllo la memoria e mi risale su come un conato.

“Ti dico di me quello che non sai perchè a credermi gli occhi potresti diventare cieco e allora li abbasso quei giorni che mi vuoi guardare bene. Mi salverebbe il rossore sulle guance per fingere che sia soltanto timidezza ma se tu le toccassi allora sentiresti soltanto il freddo di una cosa morta.Ti dico di me quello che non sai perché sotto la tua bocca il mio seno presuntuoso ancora confessa l’imbecille dimenticanza di quello che non serve al nutrimento. Lo crederesti che mi capita che di odio spingo i secondi nell’aria? Allora te lo dico io quello che non non sai e quello che sta dentro e dietro ogni peccato. E della pena che io sola sconto per fare bianche le mani all’Innocenza”.

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7 pensieri riguardo “Di certi giorni che ricordo

  1. Io non so commentare; Massimo è un Poeta, lui sa cosa dire.. Sono solo uno che legge ad alta voce, prendo coraggio e ti dico che ho passato dei bei momenti in questo luogo, un blog vero (assai raro “inciampare” facendosi del bene) e ti dico: grazie, Mita!
    Luigi.

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    1. Luigi è un grande, grandissimo, piacere leggere del tuo passaggio qui! Sono io che ti ringrazio e non solo per “l’atto di coraggio” delle tue parole scritte ma soprattutto per il regalo che fai ogni volta a chi ti ascolta di rendere quasi reale la sensazione di entrare dentro le parole attraverso la tua voce!
      Un abbraccio

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