#3 Lei diceva

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(Foto personale)

Lei diceva che la bellezza è una cosa fragile, trine di ragno agli angoli degli occhi.
Basta un fiato.

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24 pensieri riguardo “#3 Lei diceva

  1. Sei bella, scrivi del bello. Sei fragile, fragilissima perchè questo è un ambiente spesso brutto che ama il bieco, il grigio e il contrario di quel che scrivi.
    Commento per questo. Tutti la vedono la bellezza, alcuni la uccidono ogni volta che la incontrano e poi ci discutono sopra. Ma la bellezza è eterna.

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    1. Che sia un ambiente spesso ambiguo quello della rete è un dato di fatto, non farsi “toccare” dipende da come uno decide di starci e non sempre questo ti preserva ma è vero ero pure che tanti vogliono semplicemente condividersi attraverso le parole.
      Non vorrei deluderti ma io non sono bella anzi mi scopro capace di contenere ampi spazi bui e carichi di bruttezza tuttavia cerco di andarci a fondo proprio per cogliere la bellezza nel contrasto perchè (e purtroppo), umana quale sono, spesso è dal contrario che si capisce e si conosce.
      Grazie dell’ulteriore passaggio.

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      1. Preservarsi è possibile solo filtrando tutto e ciò a mio parere è contrario al vero spirito del blog; Ho qualche dubbio anche a proposito della realizzazione di una condivisione. SE scrivi ” trine di ragno agli angoli degli occhi.
        Basta un fiato.” credo che lasci senza fiato. Cosa aggiungere a tale secca, fulminante bellezza sostanziale e formale.
        Condivido la bellezza, te lo scrivo, è bello, non aggiungo nè tolgo niente.
        Più che altro ti faccio sapere che ci sono e mi piace. Ma il vero commento viene dopo la tua risposta dove mi dici della tua bruttezza e del tuo scendere in profondità alla ricerca di quel contrasto che solo dà senso alla bellezza ( le trine di ragno?). Allora vorrei sapere se veramente pensi alla bellezza come un contrasto alla non bellezza, perchè io invece la vedo diversamente. ma, vedi, è solo così che la tua sintassi concisa si apre e inizia la condivisione. per me questo è il blog, il resto è altro. Buona sera e scusa per la lunghezza, la mia apparente durezza, scusa per tutto ma io la penso così.

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      2. Cerco di risponderti andando per ordine.
        In rete ci sono modi per preservarsi: non seguire chi non piace, non fomentare polemiche, astenersi dalle provocazioni anche dirette, e altro.
        Lo spirito del blog è vero per chi lo apre ma il mio sarà diverso dal tuo o da Tizio o da Caia. Nel mio caso nasce da un’esigenza che è privata ma che via via si è evoluta nella condivisione che non vuol dire aggiungere qualcosa a quello che scrivo ma dividerne assieme il senso anzi ti dirò di più: a volte lascio che ognuno legga e interpreti come “sente” al di là della mia intenzione (e questo proprio per preservare una mia intimità che non devo spiegare perchè mia e basta, non è certo la “cronaca” della mia vita che voglio condividere…).
        Lo scambio nella condivisione è, come dici tu, nei commenti. Lì intervengono dinamiche in cui il modo di essere e di pensare traspare e si può cogliere e, magari, prenderlo come spunto per riflettere anche se non cortisponde al proprio pensiero.
        Sulla bellezza: per me è quello che ho scritto (e non solo in questo post) ma non ho detto che è un contrasto ho detto che spesso la riconosciamo attraverso il suo contrario, è una cosa diversa.
        Non mi piace spiegare quello che scrivo, non ancora almeno, soprattutto se sono delle immagine. Perchè nascono da un’emozione e intetpretano un sentimento che è, esiste, in quel momento. La fragilità della bellezza per me, in quel momento, era simile a una ragnatela per quel ricamo, merletto, così finemente elaborato dal ragno per viverci e catturare e nutrirsi. Gli occhi rappresentano spesso un canale attraverso cui percepiamo, non l’unico, non il principale, anche se spesdo è così.
        Le ragnatale appese sono fragili, fili sottili le tengono e ci vuole delicatezza, attenzione per non romperle, il fiato è quello che meglio rappresentava per me l’idea di come si può rovinare, rompere, far cadere anche nella “leggerezza” di un atto.
        Però non credi che aver spiegato il senso del mio scritto ne abbia levato qualcosa?
        Ognuno, e concludo, sta come vuole in rete, ha il suo scopo e il suo modo di perseguirlo.Chi non mi è piaciuto o ha esagerato è stato eliminato dalla lista. Non cerco folle a cui piacere perciò sono abbastanza tutelata perchè questa è una grande libertà per me.
        Non devi scusarti come vedi sono stata lunga anche io e i pensieri se civilmente espressi servono sempre per formarsi un’opinione diversa o per confermare la propria se è contraria.
        Un saluto

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