Mi ripos(t)o

Nella pioggia di marzo mi riposo e mi riposto:

Pane (10 marzo 2015)
È alla sera che ti sento farina, prima, e olio e sale e lievito di birra nelle mani.
Setaccio e tu sei braccia, gambe e addome.
Sei l’osso del bacino sotto il dito.
Gli occhi chiusi, il naso all’erta.
Il fiato che ancora per un po’ mi segue, che gonfia ogni minuto e il mio petto.
“È come sentirti l’odore del pane tra le gambe” sento solo che mi dici.

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16 pensieri riguardo “Mi ripos(t)o

      1. Mi piace, sai, che tu colga questo aspetto, secondo me cibo e amore, mangiare e fare l’amore, sono compagni. Non vorrei ricordare male (e se è così scusami) ma mi pare che proprio a te sia piaciuto tanto un post sulle “polpette” a cui tengo tanto!

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