Se parlo d’amore

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(Foto personale)

Sono un pezzo di lino grezzo, lo spago liso nel gioco povero di piedi scalzi.
Sono la crocchia in testa di mia nonna, ogni alba di mio nonno al mare e il Lido ancora chiuso al riso.
Sono il racconto interrotto di mia madre e i fichi caduti senza mano in una casa vecchia.
Sono i nervi ancora vivi di mio padre che pesca al buio solitudine senza amo, e l’ama ancora…
Un cognome perso tra gli ulivi sono pure, cercato in un filo di capello che non lo ricordava.
Non chiedermi perciò una parola nuova per dirti dell’amore perchè io lo conosco ancora come una cosa antica.

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25 pensieri riguardo “Se parlo d’amore

    1. …grazie…
      Non credo di sbagliare dicendo che tu capisci il senso d’essere memoria e sentirsi 100 vite antiche che s’ arrampicano sulla bocca per maturare frutti nuovi.
      E poi altro che a dirlo non so bene perciò preferisco darti un abbraccio 🙂

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  1. wow, mi hai evocato immagini di piane calde, campi di grano coltivati, la sicilia, persone normali che vivono con pienezza e quelle emozioni impastate di “antico” e non del fuggevole “moderno”

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    1. Mi piace quando scrivi “impastate” perchè in effetti mi sento l’impasto di ingredienti “vecchi” come la terra ma che combinati possono produrre cose nuove. Terra meravigliosa la Sicilia, sorella della mia Calabria 🙂
      Un abbraccio!

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