Quasi una storia

Quando con un balzo l’ho visto fuggire sul pavimento della cucina sono rimasto immobile.
La mano mi teneva stretto, anch’essa immobile.
Credo fossimo entrambi increduli di tanta audacia.
Quasi Vuoto se ne  stava lì a terra e per un istante ho avuto l’impressione che mi guardasse, non ne sono sicuro perchè già stava scivolando verso nuove forme.
Ero annebbiato dalla rabbia e avrei voluto gridare:” Fermalo, fai subito una diga!- ma suppongo che posarmi prima sul tavolo le avrebbe fatto perdere troppo tempo e in fondo non sono neppure convinto che ci sarebbe riuscita: lei è sempre stata così molle…
Fuori adesso è buio, lo vedo bene dal tavolo della cucina dove mi ha lasciato.
Quasi Vuoto invece è finito sotto a uno straccio, un modo davvero squallido per morire- penso.
Lei non c’è, ha giocherellato un pò con un anello e poi è uscita.
Io, Quasi Pieno, sono quasi felice.

Nota: Non so se il fatto che manchi una manciata di giorni per i miei 42 sia il motivo che mi ha fatto pensare a una storia come questa ma è nata così poco fa e così la pubblico. So però che voglio qualcosa senza un quasi.

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11 pensieri riguardo “Quasi una storia

    1. Le storie strane non hanno età…
      Ma il giro dei 40 ha dato vita a una serie di domande su ciò che credevo essere un Pieno e ciò che credevo essere un Vuoto.
      E soprattutto cosa voglio fare del bicchiere che ho in mano 😉
      Una bella serata a te e una felice domenica 😀

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      1. Senz’altro. Però in questa fase della mia vita ho cominciato a pensare che comunque, i contenuti arrivano e li scegliamo per come siamo in quel momento, pensieri, emozioni, insegnamenti, libri che abbiamo letto, film che abbiamo visto,.tutto quanto e quindi, nelle circostanze in cui facciamo una scelta, la decisione è nostra ma è anche vero che probabilmente è comunque l’unica (o la migliore) che avremmo potuto fare in quel momento. E quindi comunque dovremmo saperla accettare e poi ripartire e andare avanti da lì 🙂

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  1. Non vorrei deluderti ma la mia esperienza personale mi insegna che “il giro di boa” non insegna tutto e lascia ancora molti dubbi in sospeso. L’unica cosa certa è che sei cosciente di alcuni sbagli ( aver giudicato un mezzo pieno un vuoto e viceversa) il resto è tutto da vedere. Il tavolo è il punto fermo della mia vita (della tua?) parto da lì e cerco tutt’attorno, poi esco fuori verso il mondo. Mi sento fragile nelle mie sconfitte…un ragazzino nelle speranze residue. Fai bene a pubblicare così come lo senti nel momento in cui lo senti.

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    1. Sai Enzo io spero davvero di continuare a imparare, il giro è per fare nuove bracciate in questo mare anche tra dubbi spumosi…
      Tu hai capito il vuoto del mezzo pieno ed è proprio questa sensazione che io voglio abbandonare per trattenere invece una differente consapevolezza di me stessa partendo da un tavolo ovvero da ciò che di stabile ho raggiunto fino adesso.
      Poi, non credere, si è fragili anche nelle vittorie…
      Io ti ringrazio perchè mi commenti lasciando sempre un pezzetino di te.

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    1. Questa è una cosa che mi fa piacere davvero… se un pensiero nasce da quello che scrivo, se lascia un’emozione, se porta a un ricordo personale o se rimane dentro il tanto che basta per sentirsi smuovere qualcosa di nuovo allora ne gioisco!
      Grazie 🙂

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