Chi non sono

Stasera ho letto un post e ho ripensato alla mia presentazione su questo blog.
Sono giorni in realtà che faccio ragionamenti sulla rete, più o meno ispirati a quanto leggo qui e altrove.
Un certo disagio a volte mi prende navigando e allora credo sia importante (per me) rinnovare nei pensieri quello che mi ha spinto a entrare in questo mondo varcando la soglia del virtuale.
Per non perdermi.
Per non dimenticare soprattutto chi non sono.
Per cercarmi anche attraverso le parole che, scritte, rappresentano proprio quella lente che mi fa vedere il mio cuore, anche prima che lo vediate voi.

Chi sono

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

(Aldo Palazzeschi)

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9 pensieri riguardo “Chi non sono

  1. Lessi questa poesia da bambina, e non riuscii a coglierne il vero significato, per me era solo un gioco, ma più avanti quando mi ricapitò tra le mani…posso dire che me ne innamorai 🙂 bell’articolo

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    1. Pensa che è dai tempi della scuola che in un modo o nell’altro mi accompagnano questi versi, quando ho dovuto scrivere “chi sono” sul blog come presentazione è stata questa poesia l’unica cosa cui riuscivo a pensare!
      Grazie 🙂

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  2. Questa poesia è bellissima e l’ho sempre considerata come un manifesto della generosità dello scrittore che “si dà” gratuitamente a chi vuole leggere la sua anima.
    Ti calza a pennello, sai?
    Un abbraccio ❤
    Primula

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    1. Tu, Primula, nei miei post hai molto spesso avuto un occhio attento nel cogliere particolari non immediatamente visibili.
      Anche “senza lente” la tua sensibilità ti porta a leggere oltre le parole.
      Grazie e onorata del “vestito poetico”.
      Un abbraccione :*

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  3. Non tutti si pongono all’inizio la questione del chi e del come; chi lo fa difficilmente riesce a dirlo in modo esaustivo. Eppure quasi tutti vorrebbero essere veramente quel che scrivono ma pochi ci riescono. Io ho deciso di rallentare e tornare alla dimensione originaria del “sentirmi vivere” per poi scrivere chi sono e come sono.
    Se veramente sei un’ acrobata saltimbanco della tua anima lo scritto sarà multicolore e acceso; Palazzeschi docet.

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    1. Il blog mi ha fornito l’occasione per aprire finestre che neanche conoscevo su aspetti di me, panorami non sempre verdi e rigogliosi.
      Difficile sintetizzare chi siamo o chi crediamo d’essere. In fondo io mi sento in evoluzione costante.
      Grazie del tuo passaggio!

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