Travolti da un insolito destino: una vita d’inferno

fuoco

(foto personale)

(Bolgia di gente. Un via vai continuo di uomini e donne che si muovono in modo circolare.

Dalla folla si stacca un uomo.

Avanza in primo piano lasciando indietro le voci che si abbassano fino a diventare un brusio. La folla si ferma immobile.

L’uomo sta aspettano una donna che arriva correndo)

Lei (trafelata): Amore scusami… sono in ritardo.

(si abbracciano)

Lei: E’ tanto che aspetti? ( con una mano si sistema i capelli)

Lui: No. Ho fatto tardi anche io. All’ultimo munito mi è toccato sostituire quell’idiota della manutenzione delle caldaie.

Lei: Sai, credevo che non vedendomi arrivare avresti pensato che…

Lui (interrompendola):Ti aspetterei in eterno (sorride)

Lei (guardandosi attorno): Hai novità per  quella faccenda?

Lui (mettendole una mano alla bocca): Shhh..parla piano! Non vedi che è pieno di gente!

Lei: …E’ perché ieri ho saputo che chiuderanno tutto. Dicono che sono in trattativa con gli Arabi. Che compreranno tutto qui dentro. Che ci smisteranno in altre Compagnie. Se ci allontanano come farò a vederti?

Lui: Stronzate, sono solo stronzate! E’ una vita che ci provano a farlo, ma qui (si gira indicando con il mento tutta la gente in fondo) non chiuderanno mai. Mai! Altro che fallimento!

(una serie di urla li interrompe. Guardano in direzione della grida ma non sembrano esserne sorpresi)
(silenzio)

Lei (imbarazzata): Oggi volevo vederti anche per un’altra cosa.

Lui: Dimmi.

Lei: Si tratta di mio marito…tre giorni fa si è ammazzato…

Lui (ironico): Splendido! Magari ce lo ritroviamo tra le palle anche qui!

Lei: Impossibile! E poi una collega mi ha detto che casi come questi- dico di suicidio- rimangono spesso degli anni in attesa di giudizio. E poi conoscendolo vedrai che, seppure dovessero decidere di metterlo qui, si appellerebbe. Avremmo dovuto ammazzarlo prima noi quello stronzo. Quella sera, a casa mia, quando ci ha scoperti grazie a quell’altra stronza di tua moglie. Omicidio o adulterio figurati che differenza vuoi che…

(improvvisamente una voce da un altoparlante richiama la loro attenzione)

Lui: Hanno chiamato quelli del nostro Girone, dobbiamo andare…

Lei (sbuffando): Di già… Ci vediamo al solito la prossima settimana?

Lui: Spero di si.

Lei (stupita): Speri?

Lui: Te ne avrai parlato anche io oggi. Stanno esaminando la mia pratica. Dicono che c’è stato un errore all’Accettazione Anime. In realtà io ero sposato con il rito civile…

(la folla di gente avanza verso di loro, li travolge, scompaiono assieme agli altri. La scena rimane vuota)

 

 

Nota: come promesso ecco il secondo pezzo scritto per il blog A PIU’ MANI sul tema “Travolti da un insolito destino”, in cui bisognava cimentarsi con un testo teatrale.  Un esperimento che mi ha divertito perchè mai provato, perciò ancora grazie a chi me ne ha dato la possibilità.

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