Il piacere nascosto sotto al vestito

 

hecatonchires
Briareo

(foto dal web)

 

Lei aveva due occhi del colore delle castagne e labbra che a guardarle veniva voglia di vino rosso.

Era la donna più bella del paese e anche la prostituta più generosa.

Appeso sull’uscio sempre aperto della sua casa di piacere, un cartello avvertiva: “Non offrite denaro ma solo il vostro corpo”.

Fu così che un giorno A. decise di andarci, quando la primavera dei suoi anni scoloriva nell’autunno del suo cuore.

Entrò cauto e muovendosi in una penombra dall’odore di zagara contava i passi lenti sul legno scuro del pavimento, cercando di fare in modo che il suo desiderio non facesse troppo rumore.

10, 11… ora una debole luce gli illuminava il piede.

12, 13, 14… la gamba di un letto  e poi il ricamo di un lungo stelo che si piegava e allungava verso una donna.

Ecco che Lei se ne stava stesa su un fianco, completamente avvolta da un lungo vestito che le sospirava pieghe sull’anca.

“Avvicinati ragazzo” -disse e guardandolo aggiunse- “… mmmm..sei così giovane…”

Lui tremava di un’eccitazione confusa alla paura e fece per accarezzarla quando lei lo fermò immediatamente per chiedergli se conoscesse il prezzo per spogliarla.

-“So che non vuoi denaro” rispose lui.

-“E’ vero, ma in cambio sai che devi offrirmi il tuo corpo?”-

A. pensò che quella donna fosse un po’ matta a volere niente in cambio se non un corpo che non aspettava altro che essere offerto al piacere.

Finse di riflettere e accettò l’accordo.

-“Bene! Adesso puoi toccarmi e spogliarmi”- disse.

A. non fece in tempo a rendersi conto di quanto stava accadendo perché, non appena le sollevò il vestito, un corpo fatto di cento braccia e cento gambe lo attirò a sé ingoiandolo fino a quando lui non vi penetrò totalmente.

Terminato  il mostruoso amplesso, Lei si rivestì, si rimise stesa su un fianco e riprese a guardare verso l’uscio sempre aperto con i suoi  occhi di  castagne.

 

(Nota: questo racconto è nato da un tema proposto dal Blog A PIU’ MANI e su cui era pubblicato, lo ripropongo anche per ringraziare chi in quei mesi ha dato la possibilità a tanti di noi di esprimersi. Ne riproporrò un altro nello stesso spirito)

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8 pensieri riguardo “Il piacere nascosto sotto al vestito

  1. hai fatto bene a ripostarlo. i luoghi della scrittura (quindi anche i blog) possono essere come il mostro del tuo racconto, possono lusingarci e inghiottirci. resta da capire se le pagine che scriviamo ci salvino o ci condannino, in questo scenario…

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    1. Bella lettura del senso di un ri-post… non ci avevo pensato in questa chiave e in effetti rileggersi alla luce del tempo trascorso può aiutare a capire quanto dici sulle pagine che scriviamo. Magari può essere che salvino ciò che avevamo condannato o condannino quello che prima avevamo salvato 😉
      Grazie come sempre Swann!

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