Ore 16:29 letture estive

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                        (Foto personale)

È da un po’ di tempo che mi ripeto di aspettare, di pensare, di mettere a fuoco l’idea prima di scrivere.
Scrivere qualcosa di lungo che non sia un blogst it, un gioco di lettere o la didascalia di una foto.
Scrivere di immagini a colori ancora scomposte nella testa e che vorrebbero affogare nell’inchiostro.
Scrivere di un’anima bella che cerco nei sogni ma che non viene mai.
Scrivere di un passato che devo ricostruire attraverso i racconti di qualche anziano, sopravvissuto sotto i tralci del pergolato.
Scrivere insomma di quello che mi preme nel petto.
Così nell’attesa scatto qualche foto, rubo il tempo, fermo la memoria. Ne faccio una collezione estiva.
E poi leggo, come sto facendo adesso, nella convinzione che certe letture te le ritrovi tra le mani mai per caso.

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21 pensieri riguardo “Ore 16:29 letture estive

      1. Ciao blogghina….spero tutto bene
        ultimamente non ti ho sentito in forma ma può essere stata solo una mia impressione…
        qui è tutto falsato a volte…
        Ricambio affettuosamente l’abbraccio
        ciao
        .marta

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  1. Esistono silenzi più assordanti delle parole … e in questo periodo per me è come se tu scrivessi. Ascolta solo te stessa e i libri che ti vengono incontro.
    Nulla è mai per caso, letture e incontri.
    Ti abbraccio forte :-*
    Primula

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    1. Così come certe assenze sono più forti di molte presenze…
      Sto imparando a distinguere le voci, le tante che vogliono farsi ascoltare!
      So che tu, cara Primula, cogli il senso delle mie parole…
      Ti abbraccio forte anche io :*

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  2. Cara mia, se posso permettermi un suggerimento, quel che ti dico è di non aspettare troppo, di non mettere troppo a fuoco. Sai bene che la pressione che hai nel petto si allenta se fai uscire le cose. E allora prova. Usa la tastiera o la penna, lo strumenti che ti è maggiormente familiare, che senti maggiormente affine, e vai. Potrà succedere, e te lo auguro, che cuore e mani si cortocircuitino, sublimando le emozioni sulla carta o sullo schermo. Chissà perché nel mio immaginario ti vedo con la penna, ma magari sono io che non capisco nulla. 🙂

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    1. …e invece Max capisci proprio bene…non solo nel vedermi con la penna (a inchiostro nero).
      E sono sicura che capirai anche la “paura” di fare uscire, almeno per qualche “tema”, questa pressione.
      Accolgo il tuo suggerimento di provare (magari anche solo privatamente) a dimenticare la messa a fuoco, la ragione o il controllo.
      Magari questo cortocircuito mi darà la scossa tanto attesa 🙂
      E grazie sai…
      Abbraccione!

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