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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. tilladurieux
    Ott 24, 2013 @ 15:17:03

    Vedi le tue sfumature? Che meraviglia…
    E se fossero vere entrambe?

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    • labloggastorie
      Ott 24, 2013 @ 15:25:07

      Grazie Tilla!
      Entrambe sono vere, entrambe sono modi di vivere un’attesa… e l’attesa, come mi ha fatto notare una mia cara amica, può essere un modo “virtuoso” per poter amare. Tu che ne pensi?

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      • tilladurieux
        Ott 24, 2013 @ 15:39:21

        Sì, lo penso anche io. L’attesa può essere splendida o comportare scelte anche faticose e dolorose, da colmare con l’emozione.
        E’ che mi coglie sul vivo in questo momento il problema dell’attesa e quindi ritengo che ad un certo punto deve terminare o quantomeno essere vicendevole.

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      • labloggastorie
        Ott 24, 2013 @ 15:48:20

        Di certo l’attesa è uno stato temporaneo perciò hai ragione sulla necessità che termini. Che debba essere vicendevole non lo so ma di sicuro spesso lo è inconsapevolmente… In ogni caso tu, cara Tilla, saprai riempire lo spazio tra il “prima” ed il “dopo”!

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  2. ombreflessuose
    Ott 26, 2013 @ 09:47:07

    Aspettare non è mai se alla fine c’ è una ricompensa
    Grazie, Mita
    Buon weekend
    Baci
    Mistral

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  3. ombreflessuose
    Ott 26, 2013 @ 09:50:03

    Ps: scusa, manca inutile
    Aspettare non è mai inutile…

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    • labloggastorie
      Ott 26, 2013 @ 10:21:21

      Cara Mistral qui tocchi un nervo scoperto… sto cercando, con fatica, di credere che l’attesa sia uno spazio in cui ti ritrovi.L’utilità sta non tanto in una (possibile e non certa) ricompensa quanto nell’agire a prescindere da essa. Credo vi sia un momento in cui scegliere di aspettare sia l’unico modo per non perdere se stessi e gli altri. Il discorso sarebbe lungo….
      Dolce sabato! Baci
      Mita

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  4. gelsobianco
    Ott 27, 2013 @ 04:04:20

    L’attesa è uno spazio “tuo”, molto particolare, in cui puoi trovarti o ri-trovarti.
    E l’attesa non deve essere vista pensando ad una fine positiva. No.
    Deve essere vissuta come “attesa”, spazio di apetura.
    L’attesa deve avere un termine, altrimenti può divenire patologica.
    Interessanntissimo post il tuo!
    Ti ho scoperta ora!
    Ti sorrido.
    gb

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  5. poetella
    Nov 01, 2013 @ 14:59:34

    Io credo che in alcuni casi “l’attesa” sia un esercizio…
    Oh, yes!
    concordo in pieno.
    Sono una virtuosa dell’attesa.
    Ciao, Mita!
    🙂

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