Modesta Mita

Ho iniziato a leggere un libro,uno dei tre che mi ha prestato Margherita.

Premessa: trovo che prestare un libro sia un atto molto “intimo”, molto più che regalarlo, per questo motivo ringrazio la persona che lo ha fatto; in questo modo ha aperto una parte di sè e soprattutto ha voluto condividerla con me. Ma di questo forse ne parlerò un’altra volta.

Tornando al libro, che è stato scritto da Sandra Petrignani, mi ha colpito l’affermazione di Grazia Deledda sulla sua ” modestia”:

“Io non sono affatto modesta; ritengo anzi la modestia il riflesso di uno spirito che si ritiene inferiore perchè realmente sente di esserlo. 

Io sono invece orgogliosa; non perchè ho scritto dei romanzi che ottennero fortuna ma perchè mi sento cosciente, forte, superiore a tutte le piccolezze e i pregiudizi della Società. Se fossi nata uomo sarei stata un solitario; sarei vissuto in un eremo. Donna, devo adattarmi e piegarmi a vivere fra coloro che amandomi e proteggendomi completano la mia esistenza”

Per ragioni diverse dalla scrittrice, e ci mancherebbe altro, ho tirato un sospiro di sollievo perchè molte volte mi sono chiesta se fosse la mia presunzione a non farmi essere “modesta” e al di là del fatto che non mi sento tale (perchè anche io cosciente, forte e superiore a tutte le piccolezze e i pregiudizi della società) aggiungo – dato che “modesto” è stretto parente di “moderato” – che il mio orgoglio è anche nel non essere una persona contenuta nei giusti limiti, nelle giuste misure.

Abbondo nelle emozioni, eccedo nei sentimenti, travalico nelle reazioni.

Questo per dire che ogni persona dovrebbe cedere all’immodestia (nell’accezione specularmente contraria a quanto precisato sopra) e sentirsi realmente uno spirito superiore in grado di non omologarsi e di non chiudersi dentro i confini sicuri e stabili dell’equilibrio.

Non è necessario compiere opere speciali per essere speciali ma, secondo me, se ti senti speciale forse riuscirai a compiere opere speciali.

Laddove per specialità non intendo solamente grandiosità o imponenza, ma più semplicemente qualcosa che ti faccia sentire di non essere passato in questa vita senza lasciare una piccola traccia di te.

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2 pensieri riguardo “Modesta Mita

  1. Cara Mita, è più facile dirlo che farlo ( parlo per me)
    Mi hanno insegnato che essere modesti (anche quando non occorre) è non fare pesare agli altri le proprie doti . La modestia avvilisce chi lo pratica a torto.
    Non so se riuscirò a lasciare una piccola orma nella vita, ma nei ricordi spero proprio di si.
    Buon pomeriggio
    Mistral

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    1. Cara Mistral, il tuo “anche quando non occorre” la dice lunga… e mi chiedo essere modesti è non far pesare le proprie doti o pensare di non averle? Ci hanno abituato, passandolo per insegnamento a volte, che non essere modesti equivale ad essere superbi. Ma la vanità è un’altra cosa. L’essere consapevoli del proprio valore (che va ricercato prima ancora che riconosciuto) è importante. Aspettiamo sempre che siano gli altri a dirci come siamo, se valiamo e quanto valiamo. Lasciamo che il giudizio altrui sia fonte della nostra soddisfazione. I segni del passaggio non sono solamente “post mortem”, meglio lavorare ogni giorno per sentirsi unici in questa vita, mentre la viviamo.Ti ringrazio per il tuo commento che per me è la tua orma.
      Buona serata

      Mi piace

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